La Corte DOSSO POLI è sorta tra i secoli XVII e XVIII ed è situata ai limiti dell’alta pianura asciutta veronese, a metà strada tra i centri abitati di Villafranca e Povegliano, nei pressi della sorgente che dà vita al corso del fiume Tartaro.
Le prime tracce
Le prime tracce dell’esistenza della corte si possono trovare sulla mappa redatta dal perito Antonio Benoni nel 1683 dove risultano indicati, nella zona dove attualmente insiste la corte, due edifici con i relativi nomi dei proprietari (sig. Ruffon e sig. Custoza). Tale mappa riporta anche un ponte che attraversa l’asta del fontanile a sud dell’insediamento mentre non viene trattata la viabilità. Dalla lettura dei disegni presenti su questa mappa risulta difficile ricavare delle precise notizie riguardo l’impianto edilizio della corte, ma solo indicazioni sulla presenza di alcuni edifici in quel luogo.
Le prime notizie certe
Le prime notizie certe che riguardano la consistenza planimetrica del complesso cortivo si possono trovare invece consultando una delle tavole del Catasto Consorziale datata anno 1803 (ma una nota richiama lo schizzo base datato 1756), dove compare per la prima volta la corte su un disegno. Si può quindi ipotizzare che la realizzazione della corte sia avvenuta come ampliamento degli edifici preesistenti, che presumibilmente erano stati costruiti nella prima meta del ‘700.
In questo documento il complesso risulta composto dalla casa padronale, dalle case per i lavoranti, dagli annessi agricoli e dall’oratorio. Mancano, rispetto l’impianto odierno, i portici e il magazzino situati sul lato est della corte dove, invece viene riportato solo il muro di recinzione. Sul disegno tale muro s’interrompe vicino all’oratorio dove tuttora c’è un cancello, per proseguire poi fino al corso d’acqua delimitando il brolo della villa.
Catasto Napoleonico
Dall’analisi della mappa del Catasto Napoleonico del 1814 si possono notare le trasformazioni successive, come la scomparsa della strada che correva lungo il corso d’acqua per arrivare all’accesso posto ad est, la comparsa di un nuovo ingresso, posto ortogonalmente ed in asse con l’ingresso principale della villa padronale (che taglia l’edificio preesistente sul lato sud) e la costruzione sul lato est, lungo la recinzione preesistente, dei portici e magazzini (edifici oggetto dell’attuale piano di recupero), mentre il ponte risulta ancora indicato in prossimità dell’oratorio e si nota chiaramente la strada, che oltre il ponte, procede in direzione est, verso Dosso Zambelli.
Catasto Austriaco
Osservando poi la mappa del Catasto Austriaco del 1844 e quella successiva del Catasto Italiano del 1906, si può notare come rimanga praticamente invariato, fino ai giorni nostri, l’assetto planimetrico dei fabbricati che costituiscono la corte, e come invece si susseguano ripetuti frazionamenti degli edifici, dei terreni circostanti e del brolo della villa, a causa dei numerosi trasferimenti di proprietà avvenuti nel tempo.
Acquisto della F.lli Venturi: una scommessa vinta con il futuro
La proprietà è infine stata acquistata nell’anno 1991 dalla ditta F.lli Venturi, che già allora si distingueva per l’interesse verso il recupero di edifici storici. L’acquisto della corte rurale Dosso Poli ha rappresentato per la ditta stessa una scommessa per il futuro, che, a tutt’oggi, si può considerare del tutto vinta, in quanto con la corte Dosso Poli la F.lli Venturi propone una moderna concezione dell’abitare, all’interno di un contesto che fonde armonicamente le necessità del vivere quotidiano con il contatto con la natura.
